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Il rapporto di ricerca

Laboratorio di Politiche Pubbliche - Il profilo di comunità del DES Brianza

La ricerca che viene qui presentata nasce all’interno del progetto Equal “Nuovi Stili di Vita” ed entra nel merito delle pratiche di economia solidale, presenti in Italia ed in particolare in Brianza, cioè di quelle reti socio-economiche che coinvolgono soggetti che si riconoscono nei seguenti sei elementi caratterizzanti (Gruppo lavoro RES, 2003):

  • giustizia e rispetto delle persone (condizioni di lavoro, salute, formazione, inclusione sociale, garanzia dei beni essenziali) attraverso relazioni basate sui principi di cooperazione e reciprocità;
  • rispetto dell’ambiente (sostenibilità ecologica);
  • partecipazione democratica;
  • disponibilità a entrare in rapporto con il territorio (partecipazione al progetto locale);
  • disponibilità a entrare in relazione con le altre realtà dell’economia solidale condividendo un percorso comune;
  • utilizzo degli utili per scopi di utilità sociale o per rafforzare la rete

Laboratorio di Progettazione Ecologica - Il Parco Agricolo Sud Milano

La ricerca “NuoviStiliDiVita” assume il tema della riconfigurazione del ruolo dell’agricoltura a partire da un’ipotesi di fondo che muove da un processo di forte e crescente ridefinizione della domanda sociale relativa a produzioni di qualità territoriale e alle sue forme di azione e organizzazione nell’accesso diretto al prodotto, al mondo della produzione agricola ed alla fruizione del suo ambiente. La ricerca muove dall’analisi delle reti sociali e dall’interazione con esse come attori di “altro sviluppo”: ovvero gruppi di acquisto, reti e distretti di economie solidali, esperienze di neo produzione e altro consumo che esprimono tracciati di nuovi stili di vita

Forum Cooperazione e Tecnologia - Il valore delle reti solidali e degli incubatori di impresa

Il tema delle Reti Territoriali è stato approfondito, tramite una specifica ricerca, da diversi punti di vista, mantenendo come filo conduttore il confronto tra due diversi sistemi di relazioni: da un lato quelli di tipo “tradizionale” rappresentati dai Distretti Industriali, dalle Agenzie di Sviluppo Locale e dagli Incubatori di nuove imprese, dall’altro quelli legati alle esperienze di Distretti di Economia Solidale e di Incubatori di imprese socio-solidali.
Attraverso l’analisi dei risultati dell’indagine svolta ci si propone di individuare le tipologie di intervento, gli strumenti, le tipologie di servizi e le risorse per sostenere e facilitare le relazioni di rete tra le diverse realtà che aderiscono ai percorsi di costruzione dei Distretti di Economia Solidale e tra queste e gli Attori presenti nei rispettivi territori

MAG2 FINANCE e CAES - La finanza e la gestione solidale del territorio

È ormai opinione condivisa che senza una finanza solidale non si possa sviluppare un’economia sociale e solidale. Obiettivo di questa parte della ricerca è quindi l’identificazione e la descrizione di quei meccanismi finanziari alternativi che agiscono nel locale e che sono finalizzati allo sviluppo delle imprese solidali lombarde.
In questo senso descrivere MAG2 Finance e un modo di fare finanza alternativa, critica e solidale, che in trent’anni ha dato credito a settori a cui oggi fanno riferimento le realtà dell’economia sociale e solidale, è come descrivere la città “invisibile” di Zaira. Tante e complesse sono le relazioni umane e finanziarie che si intrecciano con la storia di MAG2; tanti i cambiamenti politici e operativi che accompagnano la vita di una cooperativa che ha raccolto e impiegato il denaro di un migliaio di cittadini consapevoli. Il tasso di interesse, la governance della cooperativa, le istruttorie etiche e tecniche e tutti gli altri elementi finanziari che verranno descritti in questo lavoro devono anzitutto tener conto di essere il risultato di incontri e aggiustamenti, crisi e fallimenti, perdite e utili di una finanza che non è da considerarsi un fenomeno emergente e tantomeno immutabile.
In questa ricerca, partendo da alcuni casi studio, si cercherà di approfondire il ruolo della finanza etica nel sostenere le realtà di un Distretto di Economia Solidale (DES), il legame e le possibili sinergie tra finanza e creazione di attività solidali, la relazione tra finanza e servizi alle imprese solidali e, infine, le procedure di valutazione del credito all’interno dell’esperienza della finanza alternativa

Comitato Promotore della Fondazione per la Moneta di Dono - Monete complementari per i DES

Le monete complementari: che cosa sono, da dove vengono, a cosa possono servire?
L’attenzione al fenomeno delle monete non ufficiali, ossia delle monete non emesse in regime di monopolio da un’autorità centrale, è in costante crescita. Lo testimoniano sia il numero crescente di esperimenti in tutto il mondo, sia la proliferazione delle denominazioni con le quali si tenta di cogliere il carattere alternativo e innovatore di tali esperimenti1.
In effetti, è possibile registrare un vasto numero di qualificazioni per questo tipo di monete: monete locali, sociali, comunitarie, solidali, parallele, complementari, e così via. In particolare, l’ultima denominazione, dovuta a B. Lietaer, sta guadagnando favore presso gli studiosi e i practitioners. Nel presente rapporto adotteremo tale denominazione, nella misura in cui essa si concentra sul rapporto fra moneta ufficiale e monete non ufficiali. Ma, come vedremo, questo aggettivo non è esente da ambiguità. In effetti, esso è ambiguo nella misura in cui lo è il fenomeno stesso che intende designare: ovvero, più precisamente, nella misura in cui la posta in gioco connessa alle monete non ufficiali, e in generale alla moneta, resta per certi versi essa stessa non ancora ben chiarita.
È possibile, infatti, che la varietà delle denominazioni che caratterizza le monete complementari sia l’effetto di un mancato approfondimento della posta in gioco di fondo connessa all’esistenza stessa della moneta entro una comunità. Probabilmente, molte delle denominazioni sopra menzionate mettono in evidenza un tratto particolare della moneta, senza essere tuttavia in grado di riferirlo a un tratto fondamentale unificante, di cui tutte quelle denominazioni sono semplicemente l’articolazione.
Vale dunque la pena provare a rendere più esplicita questa implicita articolazione di tratti che caratterizza ogni moneta che si voglia tale, cercando di far emergere la connessione fra i diversi aspetti della moneta alternativa di volta in volta messi in evidenza dalle denominazioni in uso

Laboratorio di Progettazione Ecologica-Politecnico di Milano - La filiera corta come strumento di sviluppo locale

Nella prima macrofase è emerso in maniera abbastanza chiara che il tema delle filere corte è un tema centrale per la vita dei Distretti di Economia Solidale (DES) che partecipano al progetto Equal “NuoviStilidiVita” (NSdV). Questo è, probabilmente, dovuto al fatto che il tema del consumo di prodotti agricoli e alimentari raccoglie l'interesse di una parte consistente dei DES. Si è, dunque, deciso di concentrare l'attenzione della ricerca su questo tema cercando di fornire un report che fosse abbastanza fluido e spendibile sia in sede formativa che nel dialogo con i diversi soggetti dei territori coinvolti in NSdV. Non è, quindi, un testo "concluso" sotto il profilo teorico e interpretativo ma, piuttosto, una sorta di "indice ragionato" di materiali che aiutano a identificare un possibile spazio pubblico non statale nell'ambito del quale proporre politiche di sviluppo locale caratterizzate dalla dimensione dell’auto-sostenibilità

BIC La Fucina - La RSI: una connessione tra profit e non profit

Il progetto di ricerca prende le mosse da due motivazioni principali, che ora verranno anticipate per essere approfondite successivamente. La prima motivazione è legata all’interpretazione del concetto di RSI, che è oggi legata in termini quasi monopolistici all’attività di soggetti imprenditoriali di grandi dimensioni. In questa situazione, le esperienze di imprese di piccole e medie dimensioni (PMI) vengono sostanzialmente trascurate, sebbene alcune specifiche iniziative di valorizzazione siano state promosse a livello istituzionale, come si vedrà poi nel capitolo 2. Da questo punto di vista, l’obiettivo è quello di indagare sulle esperienze di responsabilità sociale messe in campo da imprese di piccole e medie dimensioni, considerando che spesso queste esperienze non sono esplicitamente formalizzate ed emergono frequentemente come approcci informali a determinate questioni sociali e ambientali
La seconda motivazione è invece connessa a una visione “strategica” del concetto di RSI, anche in relazione agli obiettivi generali del progetto “Nuovi stili di vita”. In tal senso, si propone una lettura della RSI come terreno di dialogo tra PMI e ONP, sulla base della possibile convergenza verso una serie di questioni che riguardano nuovamente problematiche sociali e ambientali che intersecano le attività di questi soggetti imprenditoriali di natura diversa. La chiave di questa convergenza è la ricerca di una comune sensibilità e
attenzione verso tali questioni. L’ipotesi è inoltre quella di valutare se simili percorsi di convergenza possano anche cristallizzarsi in esperienze di relazioni stabili e durature nel tempo